
Napoli, marzo 1931, nono anno del fascismo italiano. Un vento gelido soffia sulla città, ultima offensiva dell'inverno prima della mitezza della primavera. Lontano da queste considerazioni meteorologiche, il teatro San Carlo è in fermento. Il famosissimo tenore Arnaldo Vezzi è tra le mura per recitare in due opere. Adorato dalle folle e grande amico di Mussolini, l'uomo è meno apprezzato dai suoi colleghi che gli rimproverano i suoi capricci e la sua arroganza. Sono quindi numerosi i sospettati quando il cantante viene trovato assassinato nel suo camerino. Incaricato delle indagini, il commissario Luigi Alfredo Ricciardi scopre il tenore immerso nel suo sangue, la gola tagliata da una scheggia di specchio.
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